Rivista "Ecological Narrative Studies"
Rivista interdisciplinare per le professioni, le organizzazioni e le scienze umane e sociali.
Il primo fascicolo, Spazi narrativi. Esperienze di narrazione nei contesti professionali, è in preparazione per l’autunno 2026.
La rivista si costruisce insieme a chi la legge: proposte di contributo e candidature come revisore arrivano in redazione in qualunque momento dell’anno e possono trovare posto nel numero in preparazione oppure in quello successivo.
Perchè nasce questa rivista
Nei servizi, nei contesti educativi e formativi, nella supervisione, nel counselling, nel coaching e nelle organizzazioni si produce ogni giorno una conoscenza preziosa. Nasce dall’incontro con le persone, dall’osservazione dei gruppi, dalle decisioni difficili, dai tentativi riusciti e da quelli che obbligano a cambiare prospettiva. Spesso questa conoscenza resta dispersa negli appunti di lavoro, nei diari professionali, nelle restituzioni e nei racconti informali tra colleghi.
Ecological Narrative Studies nasce per offrire a questa conoscenza uno spazio riconoscibile, in cui l’esperienza possa essere documentata, interrogata e messa in dialogo con la ricerca e con la riflessione teorica. La rivista avvicina mondi che spesso procedono separati: università e professioni, ricerca e intervento, servizi alla persona e sviluppo organizzativo.
La rivista è pubblicata da LUSU Edizioni, il laboratorio editoriale di COMEFO, e nasce all’interno dell’Istituto di Ricerca Ecologico-Narrativa.
I campi di interesse
Servizio sociale, servizi alla persona e sistemi di welfare
Pedagogia sociale, educazione degli adulti e formazione
Supervisione, intervisione e apprendimento professionale
Counselling, mediazione, coaching e facilitazione.
Organizzazioni, culture del lavoro e processi di cambiamento
Leadership, sensemaking e narrazioni organizzative
Ricerca qualitativa, metodi narrativi e ricerca partecipata
Sostenibilità, giustizia ambientale e prospettive eco-sociali.
Le sezioni della rivista
Saggi e ricerche. Contributi teorici, rassegne critiche e ricerche empiriche qualitative o quantitative. Da 25.000 a 40.000 battute.
Pratiche narrate. Un intervento, un dispositivo, un percorso di supervisione, di formazione o di accompagnamento organizzativo: raccontato con precisione e poi interrogato alla luce di un quadro metodologico esplicito. Da 15.000 a 25.000 battute.
Strumenti. Metodi, dispositivi, tracce di lavoro e materiali trasferibili ad altri contesti, con le indicazioni d’uso e i limiti riscontrati. Da 10.000 a 20.000 battute.
International Section. Contributi in lingua inglese, con gli stessi criteri delle sezioni corrispondenti.
Voci. Interviste, dialoghi a più voci, testimonianze professionali, contributi di persone che hanno attraversato i servizi e le organizzazioni. Da 8.000 a 15.000 battute.
Letture. Recensioni argomentate e note su libri, ricerche e materiali formativi. Da 5.000 a 10.000 battute.
Sono sottoposte a revisione tra pari le sezioni Saggi e ricerche, Pratiche narrate, Strumenti e International Section. Voci, Letture e l’Editoriale sono valutati dalla direzione.
Proporre un contributo
Ogni fascicolo ruota attorno a un macrotema, annunciato con circa cinque mesi di anticipo. Sono benvenuti anche contributi liberi, non legati al tema del numero, che possono essere proposti in qualunque momento.
Si comincia dal Modulo A, che chiede titolo provvisorio, sezione, un abstract di quindici o venti righe, cinque parole chiave, una nota biografica e l’affiliazione. La direzione risponde entro tre settimane accogliendo la proposta, chiedendo una riformulazione oppure motivando il diniego.
Accolta la proposta, si passa al testo completo, che si consegna in due file: il contributo in forma anonima e il Modulo B con i dati e le dichiarazioni, che la redazione invia insieme alla data di consegna concordata.
I contributi delle sezioni sottoposte a revisione tra pari sono letti in doppio cieco da almeno un revisore esterno alla direzione e all’istituzione di chi scrive. Gli esiti possibili sono quattro: accettazione senza modifiche, con modifiche minori, con modifiche sostanziali e nuova lettura, oppure non accettazione.
La pubblicazione è in accesso aperto con licenza Creative Commons, senza costi per chi scrive e senza costi per chi legge. Le autrici e gli autori conservano i diritti sui propri testi.
Inviare le proposte a emanufato@gmail.com, indicando nell’oggetto la sezione e il titolo provvisorio del contributo.
Candidarsi come revisore
La rivista sta costruendo il proprio albo dei revisori e accoglie candidature in modo permanente.
Che cosa comporta. Ricevi per email l’invito a leggere un contributo che rientra nelle tue aree di competenza, con il titolo e l’abstract, e decidi se accettare. Se accetti, ti arriva il testo in forma anonima, insieme a una scheda di lettura predisposta dalla redazione. Hai un massimo di 30 giorni per restituirla.
Che cosa ti viene chiesto di scrivere. La scheda chiede di valutare la rilevanza della domanda, la solidità dell’impianto metodologico, la coerenza dell’argomentazione, l’adeguatezza dei riferimenti e la chiarezza della scrittura, e di formulare una raccomandazione tra quattro: accettazione senza modifiche, con modifiche minori, con modifiche sostanziali e nuova lettura, oppure non accettazione. Conta soprattutto la parte discorsiva, cioè osservazioni riferite a passaggi precisi che dicano a chi scrive come rendere il testo migliore. Il nostro scopo è accompagnare i testi, non limitarci a giudicarli.
Doppio cieco. Non conosci l’identità di chi scrive e chi scrive non conosce la tua. Le tue osservazioni arrivano all’autore in forma anonima.
Che cosa ti impegni a fare.
- Segnalare qualunque conflitto di interesse, anche potenziale, e in quel caso declinare l’incarico.
- Trattare il testo come documento riservato: non si cita, non si diffonde e non si utilizza prima della pubblicazione.
- Rispettare la scadenza, oppure avvisare per tempo se sopravviene un impedimento.
Quanto impegno richiede. Una o due revisioni l’anno per persona. Un albo ampio serve proprio a questo: distribuire il carico ed evitare che le stesse persone leggano tutto.
È un ruolo volontario e non retribuito, come nella prassi delle riviste scientifiche. Il riconoscimento è di altra natura: chi acconsente compare nell’elenco dei revisori che la rivista pubblica una volta l’anno e l’attività di revisione è un titolo valutabile nei percorsi accademici e professionali. Su richiesta rilasciamo un attestato delle revisioni svolte.
Chi cerchiamo. L’affiliazione universitaria è utile ma non necessaria. Cerchiamo persone con una competenza documentabile in almeno una delle aree della rivista: professioniste e professionisti con esperienza consolidata, supervisori, formatori, dottorande e dottorandi, ricercatrici e ricercatori, consulenti e responsabili di servizio. Quello che serve è la capacità di leggere un testo altrui con rigore e generosità insieme.
Come candidarsi. Si compila il Modulo R, che raccoglie i tuoi dati, fino a tre aree di competenza fra le dodici della rivista, i metodi su cui ti senti di esprimere una valutazione, le lingue in cui puoi leggere e la tua disponibilità. Il modulo contiene anche gli impegni di riservatezza e il consenso, facoltativo, alla pubblicazione del tuo nome nell’elenco annuale dei revisori.
Invio a emanufato@gmail.com, oggetto «Candidatura revisore» e il tuo cognome. Puoi allegare il curriculum, che è utile ma non indispensabile.
Per informazioni: Emanuela Fato, emanufato@gmail.com
Ecological Narrative Studies è pubblicata da LUSU Edizioni, laboratorio editoriale della Cooperativa Sociale COMEFO, Reggio Emilia.